Monte Velo (TN) – Una serata infrasettimanale di fine novembre, le prime con temperature sotto lo zero. Quale situazione migliore per una pedalata in notturna sulle pendici del Monte Velo per celebrare l’arrivo dell’inverno?

Sul passo il termometro segna -4.5°. Arriviamo in cima quando l’orologio indica le 23.00, quasi un’ora e mezza dopo aver lasciato Arco. Sono 13 i km di salita che ci separano dal nostro obiettivo: celebrare l’arrivo dell’inverno con una pedalata su una salita “simbolo” della zona, di quelle toste, lunghe il giusto, ma con pendenze che si fanno sentire e non mollano. Almeno ci si scalda, pensiamo.

Come accade in questi casi si parte allegri, si chiacchiera e si scherza, mentre ci lasciamo alle spalle le ultime case prima di addentraci nel bosco.  Ognuno pedala col proprio ritmo, ci si stacca ma poi ci si aspetta sempre, chi si concentra sul proprio respiro scandito da pedalate regolari, chi cerca il silenzio e chi invece sfida il freddo levandosi i guanti per fare qualche foto.

Un paio di tazze di té caldo (ovviamente corretto grappa) ci attendono attorno al fuoco acceso per l’occasione, quasi fosse un rito pagano. Il sacrificio è stata la fatica, il freddo e la parte più impegnativa che dovevamo ancora affrontare: la discesa, che ha richiesto qualche pausa per scaldarci le mani. In quelle condizioni è stato fondamentale aver con sé abbigliamento invernale da montagna. 

Ora non ci resta che attendere la neve per avere un’altra scusa di celebrare l’inverno.